"la Dormiente del Sannio" Un territorio unico
Il Monte Taburno, in provincia di Benevento, è un massiccio calcareo isolato dell’Appennino Campano e Dalla città di Benevento il profilo del massiccio assume le sembianze di una donna supina, con i piedi verso la valle Caudina e la testa (monte Pentime) verso la valle Telesina, ed è per questo chiamato "la Dormiente del Sannio". Sul Monte Taburno affiorano le rocce calcaree più antiche della provincia di Benevento.
Il mio obiettivo creare una relazione di vino con tutti coloro che condividono queste emozioni.
Memoli Rosario
Le argille azzurre, le sabbie di fossili contenuti nelle rocce, simili a scogliere, fanno ritenere che nella zona c’era un mare, alla sua base sgorgano le sorgenti del Fizzo, che una volta alimentavano le cascate del Parco Reale della Reggia di Caserta.
La vegetazione del Taburno è costituita , nella sua parte più a valle da olivi, vigneti, boschi di leccio, frassini, aceri, ontani, cerri, pruni selvatici e prati per foraggio, dalla vetta (1393 m.) si gode un vasto panorama su tutta la Valle Caudina, si vede il Partenio e, nelle giornate più limpide, il Vesuvio, i monti Lattari e le isole dell’arcipelago Partenopeo.
Dalla parte opposta la vista spazia sul massiccio Taburno-Camposauro e sui monti del Matese.
Verso Est si possono vedere le colline del Sannio Beneventano.
Di particolare bellezza è il Piano Melaino, una depressione carsica popolata nel periodo estivo da mandrie di mucche e cavalli.
I terreni dei vigneti del vino LU.ME.
Ad oriente del massiccio del Taburno una superficie a bassa pendenza, i versanti di queste colline si sono evoluti per sensibili variazioni climatiche ed importanti eventi eruttivi dei centri campani (Campi Flegrei, Monte Somma-Vesuvio).
I vigneti da cui nascono i nostri vini si sviluppano nelle porzioni medie ed alte del versante a quote comprese tra circa 250 e poco più di 300m s.l.m. e l’esposizione è a SE.
Sono tratti di versante terrazzati con pendenze che oscillano mediamente intorno al 13%, valori ottimali che evitano il ristagno in superficie delle acque di precipitazione agevolando un lento deflusso superficiale che ne assicura anche l’infiltrazione nel sottosuolo, evitando la formazione di falde superficiali che entrerebbero in contatto con le radici delle piante ed assicura anche una discreta umidità del terreno durante i periodi siccitosi.
I terreni più superficiali sono costituiti da coperture eluviali e depositi piroclastici I campioni di terreno prelevati in corrispondenza dei vigneti presentano una presenza di sabbia, sempre presente l’argilla e addensamenti calcarei.
L’attuale clima temperato umido con estate calda è caratterizzato da una temperatura media annua compresa tra 14 e 15°C con mese più freddo gennaio e più caldo luglio con escursioni termiche ideali per la maturazione ideale dei vigneti
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